Will Shoot People for Food™
Photography by Gabriele Correddu

Taipei, Taiwan – Il primo impatto

Parlo tanto del mio viaggiare, sempre. Come se non facessi nient’altro.

E in un certo senso è vero – non faccio quasi nient’altro di cui valga davvero la pena parlare.
Viaggi e foto, foto e viaggi.

Il 2 Novembre, sono partito per l’ennesimo viaggio della speranza – destinazione: Taipei, Taiwan.

Con mia grande sorpresa, molti fra i miei amici e parenti non avevano esattamente ben chiaro dove si trovasse. Molti avevano in mente il vago concetto di made in Taiwan, che nulla ha a che vedere con la vita quotidiana di un Paese, così come il made in Italy nulla ha a che vedere con l’Italiano medio.

In ogni caso – il viaggio è durato quasi 48 ore. Touchdown a Taipei il 4 Novembre, circa 11:30, giusto in tempo per il pranzo.

Ed è giusto il caso di parlare del pranzo – la prima grande sorpresa (sorpresa solo per me), è stato lo scoprire il rapporto dei Taiwanesi con il cibo. Mi era stato anticipato che la maggior parte dei Taiwanesi in città preferisce mangiare fuori, in quanto più economico in media, rispetto al cucinare in casa. Venendo dall’Italia, questo è il primo, grande shock culturale.

Non si parla di mangiare in ristorante – Taipei è ricoperta da bancarelle, trattorie hole-in-the-wall, mercatini vari, e take-away artigianali e non. L’aspetto della maggior parte di questi posti è, a primo impatto, meno che invitante. Diciamo che se Taiwan di colpo adottasse gli standard HACCP, sarebbe più pratico ricostruire la città da zero.

Ma la verità è – si mangia bene. La cura della forma passa in secondo piano – la gente da servire è tanta, e vengono per mangiare.

Questo non vuol dire che non ci siano posti graziosi o curati; il mio posticino preferito per un piatto di noodles veloci è 出軌, vicino la stazione di Zhongxiao Dunhua – semplice ed efficace, e parecchio saporito. Mi sono innamorato dei loro noodles piccanti stile thai (curiosamente). Ma il menu in realtà è piuttosto vario, in quanto apparentemente si tratta di più ristoranti indipendenti all’interno di un unico locale.

La cosa sorprendente è il fatto di poter consumare un pasto completo per meno di 200$ – circa 6€!

Visivamente, la città è spettacolare – i vicoli stretti e trasandati spesso nascondono piccoli café o ristorantini, o qualche botique di qualche genere. L’atmosfera tranquilla e il clima tendenzialmente nuvoloso ben si conciliano con le passeggiate nel dedalo delle viuzze alla ricerca di particolari curiosi. Le insegne luminose di tutti i tipi spadroneggiano sulle vie con colori sgargianti e neon decisamente troppo bianchi per non stonare un po’ contro le luci gialle dei lampioni. Spettacolare.

A proposito di café: il caffè è un altro elemento inaspettato della cultura taiwanese; lo stereotipo occidentale nei confronti dell’Estremo Oriente in generale, ci porta immediatamente al tè. E infatti, i negozi di tè, annessi e connessi, sono abbondanti e ben forniti; ma più ancora sono le caffetterie, che servono caffè per tutti i gusti e di tutte le varietà. Rispetto al cibo, la qualità del caffè sembra essere più altalenante a seconda del posto – ma comunque, la media rimane alta. Avreste più facilità nel trovare un buon espresso a Taipei che a Londra, per dire.

La storia del caffè in Taiwan è lunga e meriterebbe un articolo a parte. Non escludo a priori la possibilità di scriverne uno, in futuro. Per il momento, vi posso solo consigliare di gustarvi un buon espresso (doppio) da TwoShots, in Dongmen (uscita 3). Ottimo, ricco, e tostato in house, davanti a voi. Al palato, piuttosto forte, decisamente una buona quantità di Robusta, note di cioccolato. Il doppio viene servito all’italiana, in tazzina – 60$ (circa 1,70€). E la preparazione piuttosto curata dell’Americano, per il quale sono disponibili diverse varietà di chicchi macinati al momento, lo rendono un assaggio interessante, per soli 70$.

L’unico dettaglio che manca al resoconto della prima settimana qui, è l’albergo. In occasione della mia prima visita in Asia, ho deciso di provare un concept giapponese: il capsule hotel. Il motivo di questa idea? Banale – la convenienza.

Hey Bear Capsule Hotel, in Sanchong, è stato la mia piccola scoperta fortunata. Le capsule sono estremamente comode, pratiche, e private. Il vecchio ostello con i dormitori e i letti a castello sono storia vecchia – specialmente per chi preferisce privacysicurezza. Ogni capsula è dotata di cassaforte a combinazione, e ad ogni ospite viene assegnato un armadietto, accessibile con la stessa tessera elettronica necessaria per accedere ai piani degli ospiti, alla propria camera, alla propria capsula, e ai bagni; questi ultimi sono in comune, ma divisi in cubicoli sia per i gabinetti che per le docce.

La lobby è aperta 24/7, e munita di Wi-Fi gratuita. Lavatrice e asciugatrice sono disponibili (a pagamento). Gli ospiti sono perlopiù Taiwanesi in trasferta per lavoro alla ricerca di un posto essenziale ed economico, e backpackers.

Hey Bear Capsule Hotel accetta prenotazioni tramite Booking.com; se non siete ancora iscritti, potrete usare questo link per la prima registrazione – riceverete un rimborso del 10% sulla prima prenotazione effettuata, al termine della vostra permanenza.

Ora che la parte noiosa da travel blogger è terminata, ritorniamo alle fotografie; sebbene una selezione delle mie foto dal Taiwan sia già presente sul sito, i post settimanali saranno corredati da una mini-galleria di foto della settimana in oggetto. Durante il primo weekend a Taipei, ho preso parte agli eventi di Taipei IN Style, ma quelle foto rimarrano esclusivamente nella galleria dedicata sul sito – sul blog si parla di viaggi e della strada, yo.

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Bored out of my mind since 1993.

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